• Cellulare: 340 6722856

Tag Archives: collaborazione

Categories Consigli, News

Giornata mondiale del diabete – 9-10 novembre

Non darla vinta al diabete. Prevenire una malattia che in Italia colpisce oltre tre milioni di persone e che in poco più di un decennio è raddoppiata. Un dato che potrebbe sfiorare i 5 milioni, perché molte persone non sanno di essere malate. Colpa delle cattive abitudini di vita come un’alimentazione sbagliata e la sedentarietà. In occasione della Giornata mondiale del diabete, il 9 e il 10 novembre sarà possibile fare controlli gratuiti nelle piazze italiane. Nell’ambito dell’iniziativa, organizzata dall’Onlus Diabete Italia, sarà distribuito materiale informativo per una corretta prevenzione.

Medici e volontari saranno in piazza per check up gratuiti. Cuore delle giornate saranno i controlli della glicemia, del peso, della pressione e del colesterolo. Variabili importanti che permettono di scoprire anche i casi di diabete non diagnosticato e fare una stima del rischio di sviluppare la malattia.

I dati. In Italia il 9% delle persone fra 20 e 79 anni ha il diabete, ma anche il 20% di coloro che appartengono alla fascia di popolazione più anziana. Non vanno dimenticati gli oltre 15 mila bambini e ragazzi con diabete di tipo 1. L’aumento dei casi di diabete di tipo 2, il più frequente, è sicuramente dovuto anche al diffondersi del sovrappeso e dell’obesità.

Alimentazione. Una dieta equilibrata è uno dei principali obiettivi. “Bisogna scegliere alimenti a basso contenuto di zuccheri a pronto assorbimento o con elevato contenuto calorico. E’ un concetto utile a tutti e non solo ai diabetici. Bisogna imparare a fare la spesa comprando ciò che ci serve e non ciò che ci offrono”, spiega Alberto Bruno del Consiglio direttivo della Società italiana di diabetologia e autore del libroIl diabete si combatte al supermercato. L’altro consiglio è quello di combattere la sedentarietà.

Sport. “L’attività fisica deve essere considerata come un elemento essenziale nella cura e terapia del diabete – aggiunge Bruno – . I trenta minuti di camminata a passo veloce hanno dimostrato essere in grado di ridurre di oltre il 50% il rischio di sviluppare la malattia”. Secondo Gerardo Corigliano, presidente dell’Aniad-Associazione nazionale atleti diabetici “lo sport e l’attività fisica in generale sono fattori fondmentali anche per la prevenzione del diabete”. Per questo è “determinante “fare cultura” sull’importanza del movimento fisico, e incentivare sempre più persone ad adottare stili di vita attivi e sani.”.

I sintomi. 
I sintomi attraverso cui si può riconoscere uno stato di alterazione anormale del livello glicemico sono leggermente differenti da persona a persona. I segnali sono comunque alito acetonemico, il cosiddetto aceto, sete persistente e stimolo continuo a urinare, sono segnali di iperglicemia.

L’insulina intelligente. L’insulina è uno dei capisaldi della terapia del diabete. Ha ancora il limite di dover essere somministrata attraverso iniezioni sottocutanee e senza poter valutare quanta glicemia ci sia in giro. Ora è in fase di sperimentazione una nuova soluzione. “E’  la cosiddetta ‘insulina intelligente’. –  spiega Stefano Del Prato, presidente della Società italiana di diabetologia – . In pratica si tratta di un’insulina ‘inglobata’, racchiusa in sostanze particolari, dei polimeri che hanno la capacità di ‘sentire’ la glicemia. Quando la glicemia si alza, i polimeri si aprono e fanno uscire l’insulina, mentre se invece la glicemia scende troppo, i polimeri lo ‘avvertonò e si richiudono impendendo così la fuoriuscita dell’insulina e la sua entrata in circolo”

Il documento per le scuole. In Italia ci sono 15.000 bambini con diabete di tipo 1. Per affrontare la situazione il nostro il primo paese Ue che ha adottato un documento per l’accoglienza a scuola dei bambini diabetici. Indicazioni ad hoc per garantire le necessarie attenzioni negli istituti scolastici ai ragazzini e sostenere famiglia e scuola nella gestione quotidiana. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Coordinamento tra associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete (Agdi Italia) e i ministeri della Salute e dell’Istruzione.

Dal sito www.repubblica.it

Categories News

L’interruttore dell’obesità

L’obesità è una vera e propria malattia classificata come ‘cronica’: in Europa interessa 150 milioni di adulti e la sua incidenza è in costante aumento. E può facilitare l’insorgere di altre gravi patologie quali il diabete o l’ipertensione, malattie cardiovascolari, stati d’ansia e persino tumori.

Secondo un recente studio dell’Endocannabinoid Research Group (Erg) dell’Istituto di cibernetica ‘Eduardo Caianiello’ (Icib) e dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli la condizione di obesità è accompagnata da un’alterazione delle connessioni sinaptiche del sistema nervoso che interessano in particolare i neuroni ‘orexinergici’, responsabili della regolazione dell’appetito e del sonno. Comprendere i meccanismi alla base di queste alterazioni può quindi avere importanti ricadute applicative per lo sviluppo di nuovi farmaci contro l’obesità.

La ricerca è stata pubblicata sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’: “Il senso di fame o, viceversa, quello di sazietà sono regolati da specifici ormoni quali l’orexina – un ormone che spinge il corpo a mangiare e in generale ad assumere comportamenti legati alla ricerca di cibo – e la leptina, che invece comunica al cervello che l’apporto di cibo è stato sufficiente”, spiegano Luigia Cristinodell’Icib-Cnr e Vincenzo Di Marzo dell’Icb-Cnr, autori della ricerca. “Quello che accade nei soggetti obesi, tuttavia, è che il tessuto adiposo in eccesso produce quantità maggiori di leptina, fino al punto che il cervello sviluppa una vera e propria ‘resistenza’ a essa, fenomeno alla base del circolo vizioso per cui si continua a mangiare, e si ingrassa perché la comunicazione tra periferia e cervello è interrotta”.

Oggetto dello studio, condotto in collaborazione con neuroscienziati dell’università di Verona, è stato in particolare quello di comprendere le alterazioni dei meccanismi di controllo dei neuroni contenenti orexina, esplorando le basi del sistema endocannabinoide dell’ipotalamo, che regola la trasmissione dei segnali di controllo dell’appetito. “Abbiamo confrontato l’attività dei neuroni che producono orexina in topi normopeso e obesi, rilevando che, in questi ultimi, si attiva maggiormente un particolare recettore cannabinoide che provoca un incremento del rilascio di orexina”, proseguono i ricercatori. L’aumento dei livelli dell’ormone sarebbe una delle conseguenze della resistenza alla leptina, e concorrerebbe all’aumento dell’appetito, del peso corporeo e ad alcune disfunzioni ormonali tipiche dell’obesità.

Lo studio apre interessanti prospettive farmacologiche: gli autori hanno infatti dimostrato che anche determinate patologie legate all’obesità quali ipertensione, cardiopatie, ansia e insonnia intermittente possono essere contrastate bloccando selettivamente i recettori dell’orexina.

Dal sito www.almanacco.cnr.it

Categories News

Nuova collaborazione

Dal mese di settembre si riceve anche presso

Kinesiostudio

in via IV Novembre, 47 a Ponte della Priula (TV).

Per maggiori informazioni i contatti sono:

Kinesiostudio mob.: 392 29 392 29

Dott.ssa Lisa Colladet mob.: 340 67 228 56